La revisione periodica dell’auto è spesso percepita come una semplice formalità.
In realtà, nel 2026 diventa un punto critico di controllo, soprattutto per le aziende che gestiscono flotte di veicoli di proprietà.
Costi in aumento, controlli sempre più stringenti e una crescente integrazione di strumenti elettronici rendono la revisione non più un evento isolato, ma un tassello centrale della gestione del rischio operativo e legale.
In questo articolo analizziamo cosa cambia nel 2026 e perché la revisione non può più essere gestita “all’ultimo momento”.
Quando va fatta la revisione: le regole non cambiano, ma le sanzioni pesano di più
Le scadenze restano invariate, ma l’attenzione delle autorità aumenta.
- Prima revisione: entro 4 anni dalla prima immatricolazione
- Revisioni successive: ogni 2 anni
- Veicoli soggetti a revisione annuale:
- taxi
- NCC
- ambulanze
- veicoli speciali
- mezzi pesanti
La scadenza è sempre legata al mese, non al giorno.
Un dettaglio che, se ignorato, può generare multe e fermi veicolo anche per pochi giorni di ritardo.
Costi revisione auto 2026: perché conviene pianificare prima
Nel 2025 il costo medio della revisione presso un centro autorizzato è stato di circa 78,75 euro.
Dal 1° gennaio 2026 è previsto un nuovo aumento che porta il costo intorno agli 88 euro.
Un incremento che, su una flotta di decine o centinaia di veicoli, diventa una voce di costo significativa, soprattutto se gestita in modo disorganizzato.
Presso la Motorizzazione Civile la tariffa resta più bassa, ma con:
- disponibilità limitata
- tempi più lunghi
- minore flessibilità operativa
Revisione 2026: cosa viene controllato davvero (e cosa no)
Durante la revisione non si valuta “lo stato generale” del veicolo, ma parametri ben precisi, sempre più standardizzati.
I principali controlli riguardano:
- Impianto frenante (efficienza e bilanciamento)
- Sterzo e sospensioni
- Impianto di illuminazione e segnalazione
- Pneumatici e battistrada
- Emissioni e scarico
- Chilometraggio
- Sistemi elettronici
Sempre più centri utilizzano strumenti di diagnostica OBD, in grado di:
- leggere errori memorizzati
- rilevare anomalie elettroniche
- segnalare spie disattivate in modo improprio
Un aspetto spesso sottovalutato da chi gestisce veicoli “operativi”.
Cosa rischia davvero chi circola senza revisione
La revisione scaduta non è una dimenticanza: è una violazione con impatti diretti sulla responsabilità aziendale.
Le conseguenze possono includere:
- multa da 173 a 694 euro
- fermo amministrativo del veicolo
- criticità assicurative in caso di sinistro
- responsabilità del datore di lavoro se il veicolo è aziendale
Per le flotte, il problema non è solo la sanzione:
è il veicolo fermo, il servizio interrotto e il costo indiretto che ne deriva.
Checklist pre-revisione 2026: la differenza tra superare e rifare il controllo
Prima di portare il veicolo in revisione è fondamentale una verifica preventiva.
Una checklist semplice evita respingimenti e costi imprevisti.
Controlli consigliati:
- Efficienza dei freni e livello del liquido
- Stato e pressione dei pneumatici
- Funzionamento di tutte le luci
- Clacson e tergicristalli
- Livelli di olio, refrigerante e lavavetri
- Stato dello scarico
- Cinture di sicurezza
- Assenza di spie accese
- Pulizia vetri e specchi
- Documenti del veicolo in ordine
Nelle gestione flotte aziendali, questi controlli non dovrebbero essere occasionali, ma integrati in un processo strutturato di manutenzione.
Perché per le aziende la revisione non è un evento, ma un processo
Nella gestione di una flotta, la revisione non è solo un obbligo normativo.
È un indicatore di:
- controllo del parco veicoli
- attenzione alla sicurezza dei dipendenti
- riduzione del rischio operativo
- tutela legale dell’azienda
Con EM Fleet, la revisione rientra in una visione più ampia di gestione end-to-end del ciclo di vita del veicolo, dove:
- le scadenze sono monitorate
- gli interventi sono pianificati
- i costi sono prevedibili
- i fermi veicolo si riducono
Perché nel 2026 improvvisare non è più un’opzione.

