EM Fleet sceglie Teltonika e apre una nuova fase nello sviluppo di Fleet Sync
Cosa accadrebbe se Fleet Sync non dovesse più aspettare che qualcuno inserisca un’informazione, segnali un problema o comunichi come è stato utilizzato un veicolo, ma potesse ricevere queste informazioni direttamente dal mezzo, nel momento stesso in cui vengono generate?
E cosa potremmo fare se, oltre a ricevere informazioni dal veicolo, potessimo anche iniziare a interagire direttamente con alcune delle sue funzioni?
Sono queste le possibilità che aprono una nuova fase nello sviluppo di Fleet Sync, per la quale EM Fleet ha scelto Teltonika come partner tecnologico per l’hardware e i dispositivi installati a bordo dei veicoli.
L’obiettivo non è aggiungere alla piattaforma un altro sistema di localizzazione, ma creare un collegamento sempre più diretto tra Fleet Sync e il veicolo, attraverso il quale acquisire informazioni, riconoscere eventi, automatizzare attività e sviluppare nuove modalità di gestione della flotta.
Molto più di sapere dove si trova un veicolo
La localizzazione dei mezzi, lo storico dei percorsi e l’analisi delle percorrenze saranno naturalmente disponibili, ma rappresentano soltanto una piccola parte delle possibilità offerte dalla nuova integrazione.
Attraverso il collegamento con i sistemi elettronici del veicolo e, a seconda del mezzo e della configurazione, con la rete CAN e gli altri protocolli disponibili, è infatti possibile acquisire direttamente numerose informazioni generate dal veicolo, come chilometraggio effettivo, livello e consumo di carburante, giri e temperatura del motore, ore di funzionamento, AdBlue, stato di alcuni componenti e molti altri parametri.
Per autobus, truck e veicoli industriali le possibilità diventano ancora più interessanti, perché l’accesso ai dati FMS e J1939 consente di acquisire informazioni tecniche che possono assumere un valore importante anche dal punto di vista manutentivo.
Ma raccogliere più dati non è il nostro obiettivo.
La domanda che ci interessa è un’altra: cosa può fare Fleet Sync quando riceve quei dati?
Se il veicolo rileva un’anomalia, perché aspettare che qualcuno la segnali?
Quando un veicolo genera un’anomalia, quell’informazione può seguire percorsi molto differenti: può essere visualizzata dal conducente, comunicata al responsabile della flotta, verificata successivamente in officina oppure, in alcuni casi, rimanere senza seguito fino a quando il problema non diventa più evidente.
La possibilità di acquisire direttamente informazioni diagnostiche e codici di errore consente di cambiare questo processo, facendo arrivare l’informazione a Fleet Sync e associandola automaticamente al veicolo interessato e a tutto ciò che la piattaforma già conosce di quel mezzo.
Il dato proveniente dal veicolo può quindi essere messo in relazione con chilometraggio, manutenzioni effettuate, interventi precedenti, componenti sostituiti, pneumatici installati e attività già programmate, creando un quadro molto più completo rispetto alla semplice visualizzazione di una spia o di un codice diagnostico.
A quel punto un’anomalia non è più soltanto un dato da mostrare su una dashboard, ma può diventare un alert, una verifica da effettuare, un’attività da programmare o l’apertura automatica di un ticket manutentivo.
È il veicolo stesso che inizia a comunicare ciò di cui ha bisogno.
Capire come viene realmente utilizzato un mezzo
Due veicoli identici, con chilometraggi simili e impiegati nello stesso servizio, possono avere consumi, usura e costi manutentivi molto differenti, e una parte della spiegazione può trovarsi proprio nel modo in cui vengono utilizzati.
Accelerazioni e frenate particolarmente intense, curve aggressive, velocità, regimi motore e tempi prolungati con il motore acceso a veicolo fermo sono soltanto alcuni degli elementi che possono contribuire a descrivere l’utilizzo reale di un mezzo.
Presi singolarmente sono semplicemente dati telematici; messi in relazione da Fleet Sync con consumi, manutenzioni, guasti, percorrenze e usura degli pneumatici, possono invece iniziare a rispondere a domande molto più interessanti.

Perché due mezzi identici hanno costi manutentivi differenti? Un determinato tipo di utilizzo sta producendo un’usura più rapida degli pneumatici? Esiste una relazione tra alcune modalità di guida e la frequenza di determinati interventi? Quali veicoli stanno iniziando a comportarsi diversamente rispetto agli altri mezzi della stessa flotta?
Non ci interessa semplicemente attribuire un punteggio al conducente.
Ci interessa comprendere quanto il modo in cui un veicolo viene utilizzato incida realmente sul suo costo di esercizio.
E se Fleet Sync sapesse anche chi sta guidando?
Nelle flotte condivise conoscere il veicolo è soltanto una parte dell’informazione, perché lo stesso mezzo può essere utilizzato nel corso della settimana, o persino della stessa giornata, da conducenti differenti.
Attraverso differenti sistemi di identificazione è possibile associare il conducente al veicolo utilizzato e costruire così una relazione molto più completa tra mezzo, driver, orario, percorrenza e modalità di utilizzo.
Fleet Sync può quindi sapere non soltanto che un determinato veicolo ha percorso un certo numero di chilometri, ma anche chi lo ha utilizzato, quando lo ha fatto e in quali condizioni.
Ed è proprio da questa capacità di riconoscere contemporaneamente il mezzo e il suo utilizzatore che nasce una delle applicazioni che riteniamo più interessanti.
È davvero necessario che chi utilizza un’auto aziendale debba avere fisicamente con sé la sua chiave?
Quando lo smartphone diventa la chiave del veicolo
La tecnologia Teltonika, attraverso CAN-CONTROL e specifiche configurazioni compatibili con il veicolo, consente di interagire anche con funzioni come l’apertura e la chiusura centralizzata.
Integrando questa possibilità all’interno di Fleet Sync è quindi possibile trasformare lo smartphone del conducente in una vera chiave digitale aziendale, facendo in modo che sia direttamente la piattaforma a stabilire chi può accedere a un determinato veicolo e quando può farlo.
Pensiamo, ad esempio, a un’azienda nella quale molti mezzi vengono condivisi tra dipendenti diversi.
Un collaboratore può prenotare un veicolo per il giorno successivo dalle 8:30 alle 13:00 e Fleet Sync può autorizzare il suo smartphone ad aprire quello specifico mezzo esclusivamente nel periodo previsto, eliminando la necessità di recarsi in ufficio per ritirare la chiave, organizzare cassette portachiavi, gestire duplicati o ricostruire chi abbia preso un determinato mazzo di chiavi.
Terminato il periodo autorizzato, quell’accesso può semplicemente non essere più valido.
Ma l’aspetto più interessante non è sostituire una chiave fisica con uno smartphone.
È poter decidere chi può utilizzare un determinato veicolo, quando può farlo e a quali condizioni.
Da una flotta condivisa a un vero corporate car sharing
Se Fleet Sync conosce la disponibilità dei mezzi, permette di prenotarli, identifica i conducenti e può autorizzarne l’accesso, una normale flotta aziendale può trasformarsi in un vero sistema di corporate car sharing.
Il dipendente può visualizzare i veicoli disponibili, prenotarne uno per il periodo necessario, ricevere l’autorizzazione sul proprio smartphone e accedere al mezzo senza alcuna gestione fisica delle chiavi, mentre Fleet Sync registra automaticamente assegnazione, orari, utilizzo e percorrenza.
Nel tempo, questo significa anche conoscere con precisione il reale tasso di utilizzo di ogni singolo mezzo e capire se la composizione della flotta sia realmente adeguata alle esigenze dell’azienda.
Potremmo scoprire che alcuni veicoli vengono utilizzati pochissimo mentre altri sono costantemente occupati, oppure che una migliore organizzazione e condivisione permetterebbe di svolgere le stesse attività con un numero inferiore di mezzi.
A quel punto la tecnologia non serve più soltanto a controllare meglio la flotta.
Può aiutare a capire se quella flotta è dimensionata correttamente.
Non tutti devono poter utilizzare tutto
L’identificazione del conducente e la possibilità di interagire con il veicolo permettono inoltre di introdurre regole molto più precise nell’assegnazione dei mezzi.
Un dipendente può essere autorizzato soltanto su determinate categorie di veicoli, un operatore può utilizzare un mezzo speciale esclusivamente se possiede le necessarie abilitazioni, mentre un conducente può essere autorizzato soltanto durante il proprio turno o all’interno di determinate fasce orarie.
Su specifiche configurazioni è possibile arrivare anche a logiche di immobilizzazione del mezzo quando l’utilizzatore non viene riconosciuto o non risulta autorizzato.
Il concetto cambia radicalmente, perché non è più il semplice possesso materiale della chiave a stabilire chi possa utilizzare un veicolo.
Sono le regole definite dall’organizzazione a determinarlo.
Sapere quando accade qualcosa che non dovrebbe accadere
Un incidente, un traino inatteso, lo spostamento di un mezzo quando dovrebbe essere fermo oppure l’ingresso o l’uscita da determinate aree possono generare eventi che Fleet Sync può utilizzare per attivare notifiche, verifiche o procedure.
Anche la localizzazione assume così un significato diverso rispetto alla semplice visualizzazione di un punto su una mappa, perché diventa possibile stabilire cosa deve accadere quando un veicolo entra in un deposito, raggiunge un cantiere, lascia un’area autorizzata oppure si muove in un momento nel quale non dovrebbe farlo.
La posizione continua quindi a essere disponibile, ma diventa una delle tante informazioni attraverso le quali Fleet Sync può comprendere ciò che sta accadendo alla flotta e reagire di conseguenza.
Il vero valore nasce quando i dati iniziano a parlarsi tra loro
È probabilmente questo l’aspetto che rende questa nuova integrazione particolarmente interessante per EM Fleet.
Fleet Sync dispone già di una grande quantità di informazioni sulla vita dei veicoli e, aggiungendo i dati provenienti direttamente dal mezzo, diventa possibile costruire un livello di conoscenza molto più profondo.

Manutenzioni, interventi, chilometraggi, pneumatici, livelli di usura, costi, anomalie tecniche, modalità di utilizzo e conducente possono iniziare a essere analizzati insieme, permettendo di individuare relazioni che sarebbe estremamente difficile riconoscere osservando separatamente migliaia di informazioni.
È proprio qui che anche l’intelligenza artificiale può assumere un ruolo sempre più importante, analizzando il comportamento dei mezzi, confrontando veicoli simili, individuando situazioni anomale e riconoscendo progressivamente segnali che meritano attenzione.
L’obiettivo non è soltanto sapere cosa è successo a un veicolo, ma arrivare progressivamente a comprendere perché sta succedendo e cosa potrebbe accadere dopo.
Una nuova dimensione di Fleet Sync
L’integrazione con la tecnologia Teltonika apre quindi una nuova dimensione di Fleet Sync, nella quale le informazioni provenienti direttamente dal veicolo entrano a far parte dello stesso ecosistema che già gestisce manutenzioni, interventi, pneumatici, scadenze, costi e attività operative.
Teltonika rappresenta l’infrastruttura tecnologica a bordo del mezzo, mentre Fleet Sync raccoglie queste informazioni, le mette in relazione con tutti gli altri dati disponibili e le trasforma in strumenti concreti per chi deve gestire una flotta.
È questa integrazione a fare la differenza, perché il valore non risiede nella quantità di dati che un veicolo può trasmettere, ma nella possibilità di utilizzarli per automatizzare processi, generare alert, autorizzare conducenti, programmare attività, individuare anomalie e fornire al Fleet Manager informazioni che fino ad oggi dovevano essere ricostruite attraverso sistemi e fonti differenti.
La direzione è quindi molto più ampia della semplice telematica.
Fleet Sync non sarà soltanto la piattaforma che conosce la storia di un veicolo, ma anche quella che sa cosa sta accadendo sul veicolo mentre accade e può trasformare quell’informazione in un’azione.
Dalla manutenzione all’utilizzo del mezzo, dalla sicurezza all’identificazione del conducente, fino alla possibilità di prenotare un veicolo e utilizzarlo attraverso una chiave digitale sul proprio smartphone, l’obiettivo è riunire all’interno di un unico ambiente informazioni e funzioni che fino ad oggi appartenevano a sistemi differenti.
È su questa visione che nasce la nuova collaborazione tra EM Fleet e Teltonika, un ulteriore passo nell’evoluzione di Fleet Sync che apre la strada a nuove soluzioni per la gestione delle flotte.
Alcune le abbiamo raccontate in questo articolo. Altre le presenteremo presto.

